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Pasqua a Napoli: 5 piatti che non possono mancare a tavola

Pasqua a Napoli - Dobedoo

Ogni festività ha le sue tradizioni e non potevamo certo non raccontarvi qualcosa sulla Pasqua. In questo periodo dell’anno a Napoli si mangiano pietanze tipiche e ognuna di queste ha la sua storia. Volete saperne di più? Scoprite assieme a noi quali sono i 5 piatti pasquali che sicuramente non possono mancare a tavola

Fellata - Dobedoo

Fellata

L’antipasto: fette di salame, pancetta, uova, formaggi, provolone. Il nome deriva da “fella”, che in napoletano significa fetta, infatti gli ingredienti del piatto vengono tutti tagliati. Le uova vengono tagliate a metà o in spicchi. Ogni singolo ingrediente ha un suo significato: il salame ad esempio rappresenta la ricchezza della terra, la ricotta l’unione, mentre le uova simboleggiano la vita e la rinascita.

Casatiello - Dobedoo

Casatiello

Un classico della cucina napoletana, una torta salata a forma di ciambella fatta con pasta di pane, salumi, uova e formaggio. Il nome deriva dalla parola “caso”, che in napoletano vuol dire formaggio. Ha una simbologia cristiana, infatti la sua forma circolare e le uova incastonate ricordano la corona di spine del Cristo crocifisso. Le prime notizie risalgono intorno al Seicento. Una prima conferma si ha con la favola del 1634 La gatta Cenerentola, dello scrittore napoletano Giambattista Basile. Per celebrare l’inizio della ricerca della fanciulla che aveva perso lo scarpino il Re diede una festa. La descrizione dei festeggiamenti contengono un’interessante testimonianza della tradizione culinaria di Napoli. In questa descrizione compare anche il Casatiello, considerato cibo dei ricchi.

Zuppa di cozze - Dobedoo

Zuppa di cozze

La sua storia risale ai tempi del Re Ferdinando I di Borbone. Il Re amava i frutti di pesce e di mare, e in particolare le cozze che lui stesso pescava. Il Domenicano Gregorio Maria Rocco consigliò al Re di pensare ai ceti più poveri e di non esagerare con i peccati di gola, almeno durante la settimana santa. Il Re allora ordinò ai suoi cuochi di cucinare le cozze in maniera più semplice e umile: un piatto di cozze a base di pomodori e salsa di peperoni. Il piatto piacque così tanto che i cuochi diffusero la ricetta in tutta la città di Napoli e da allora per il popolo partenopeo, mangiare la zuppa di cozze il giovedì santo divenne una tradizione.

Agnello - Dobedoo

L’agnello

L’agnello rappresenta la passione di Cristo, la sua resurrezione. Risale alla tradizione ebraica: Dio annunciò al popolo d’Israele che sarebbe stato liberato dalla schiavitù degli egiziani e che gli infedeli sarebbero stati punti. Coloro che erano innocenti avrebbero dovuto segnare le porte delle loro abitazioni con il sangue d’agnello. In questo modo avrebbero salvato i loro primogeniti dalla decima piaga, la stessa che provocò la morte dei primi figli degli egiziani, compreso il figlio del Faraone, che proprio dopo questo triste episodio si convinse a lasciare andare via gli israeliti.

Pastiera - Dobedoo

La pastiera

La Pasqua non sarebbe la stessa senza la pastiera. Anche questo dolce ha la sua storia, anzi, 2. Un giorno il Re Ferdinando II° di Borbone fece assaggiare una fetta di pastiera a sua moglie, Maria Teresa D’Austria. La donna, che era soprannominata dai soldati la “Regina che non sorride mai”, trovò il dolce talmente buono che non poté fare a meno di sorridere. Il Re allora esclamò “Per far sorridere mia moglie ci voleva la pastiera, ora dovrò aspettare la prossima Pasqua per vederla sorridere di nuovo”.

La seconda storia è una leggenda. Si narra che nelle acque di Napoli vivesse una sirena che ogni primavera emergeva dal golfo per salutare gli abitanti e deliziarli con canti d’amore. Per ringraziarla la gente decise di offrirle 7 doni: farina, uova, ricotta, grano, zucchero, spezie e l’acqua di fiori d’arancio. La sirena consegnò questi regali agli dei, che mescolarono gli ingredienti trasformandoli nella pastiera, qualcosa di dolce, proprio come il canto della sirena.

 

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